Kiss by Chia è un titolo anni ’90. A cosa si riferisca rimane nebuloso proprio come le pettinature che imperavano ai tempi e che speriamo tornino di moda DOMANI. 

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Protagonista: Baby. Dirty Dancing chiaramente imperava nel mio immaginario di adolescente. Ai tempi, andava di moda usare la funesta “x” al posto di “per”. Yeah, slang fra’. Ma l’accento acuto sul verbo essere alla terza singolare che dire, licenza poetica? Strana confusione di madri, ma chiarissima mancanza di misura quando si tratta di distanze geografiche (AustraliaFrancia che ci fa a noi). Fosse solo questo.

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Quale altra può mai essere l’intenzione di una ragazza australiana, se non quella di voler partire per un viaggio studio in una specie di comune hippie ubicata in un non meglio precisato paesino francese? Delirio e comunque Age of Aquarius, plus sorelle assenti e nonne serene che guardano sempre verso il mare. Saggezza non pervenuta (tutt’oggi) e percepita come prerogativa dell’età anziana (tutt’oggi).

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Buio del non sapere e tempi verbali bislacchi.

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Diversità, stramberie, problemi adolescenziali e io sogno quanto mi pare. Improvvisamente, i mesi da trascorrere in Francia da due passano a tre ahaha.

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Addii not my cup of tea e ripassiamo i pronomi che forse è meglio. Ma soprattutto già mettiamo le mani avanti sull’eventualità di non tornare proprio dalla Francia. Così, per sicurezza riguardo alle aspettative di stabilità. “Gli urli” non vengono emessi da uccelli marini, ma da una sorella che si fa la ceretta. “Le urla” plurale non pervenuto.

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Uffa, riuffa e arciuffa, apostrofi, questi sconosciuti e alimenti verdi.

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Le “grucce” (Toscana mon amour PARTE II, la prima in Quattro ragazze e un tesoro). N.B. intese come supporti per appendere gli abiti, non devono essere appoggiate sui letti perché porta una sfortuna funesta.