“Voglio imparare la LIS, come faccio?”

LIS. Lingua dei Segni Italiana. Breve storia etimologica praticissima: l’acronimo non torna perché inizialmente la dicitura era Lingua Italiana dei Segni, ma dopo una silenziosa polemica il tiro è stato raddrizzato. L’acronimo è rimasto lo stesso perché cambiare il segno corrispondente era fisicamente scomodissimo. Fine.

Dato che le stesse domande, a suo tempo, fui io a rivolgerle ad altri, ho provato un brivido appena sono state fatte a me, pensando di non sapere rispondere. E invece il mio cervello si è subito ringarzullito e ha prodotto nozioni utili, spero. La super attività del cervello in questione è tale anche grazie alla LIS, la quale attiva aree cerebrali che, diciamo la verità, finché si usa solouna lingua orale se ne stanno lì serene, indisturbate e sonnacchiose. Questa è la vera figata della LIS. 

Diapositiva imbarazzante di me che, lietissima e alle prime armi, segno in maniera convulsa e oscura.
Grazie, Professor Caia, per la pazienza degli scarabei.

Le domande, per amore di brevità: come posso iniziare a studiare la LIS per conto mio? Come posso avvicinarmi all’argomento? Ho un po’ di tempo adesso, cosa mi consigli? Ok, vado. Opto per una lista di titoli per obbligarmi a non divagare sennò non ne usciamo. Ed escludo tutta la parte di linguistica neurologica per il bene del creato. 

Ma aggiungo di cercare film e docu, soprattutto americani, sull’argomento. Figli di un Dio minore lo conosciamo tutti – con William Hurt e la protagonista, Marlee Matlin, un’attrice sorda che ha ottenuto molti riconoscimenti tra cui un Oscarino, il video delizioso qui – ma ce ne sono moltissimi. Primo tra tutti, For A Deaf Son, disponibile su Youtube al link https://www.youtube.com/watch?v=SCzl4kuWLw0 Il regista è il padre del piccolo sordo di cui si parla e dà uno spaccato di vita messo così com’è davanti ai nostri occhi e scioglie il cuore ma non i dubbi. Giustamente, perché l’argomento è a dir poco complesso. 

La delizia di Marlee Matlin che segna il discorso di ringraziamento alla consegna dell’Oscar come Miglior Attrice Protagonista
per Figli di un Dio Minore

App? Sicuro, quella più performante a mio parere è Spread the Sign, dizionario delle Lingue dei Segni di mezzo mondo, dove la parte dedicata LIS è curata dall’Università Ca’ Foscaridi Venezia. Esiste anche il canale Listube.

Perché no, non c’è una sola lingua dei segni in pieno stile esperanto – parola da ascoltare pronunciata in inglese, subito. Ogni Paese ha la sua, vedi Veasyt. Se proprio vogliamo trovare qualche somiglianza, la Lingua dei Segni Francese ne ha molte con quella Americana. E con un segnante di LIS, a mali estremi, entrambe possono stabilire una certa comprensione.

Per dirla con le parole del meraviglioso Sacks, il succo sta nel decidere se partire per questo viaggio che rende strano ciò che è familiare e familiare ciò che è strano. Al che, i più avventurosi non esiteranno. E se arriveranno alle produzioni artistiche delle persone sorde, il viaggio sarà stato lungo ma incredibile.

Vedere Voci di Oliver Sacks

Oliver Sacks era noto come un Columbia Artist e questo dovrebbe bastare a rendercelo autorevole. Insegnante alla Columbia University appunto, medico, chimico, scrittore, le faceva tutte. Il film Risvegli, allegrissimo, è basato su una sua opera. Vedere Voci è il primo manuale romanzato da leggere per avvicinarsi al Mondo dei Sordi – le maiuscole non sono casuali. Informa, in maniera piacevolissima ed empatica perché Sacks era empatico dentro, riguardo al viaggio dell’autore in quel Mondo che gli era, in principio, totalmente sconosciuto. La scoperta di un’altra modalità linguistica oltre a quella orale, ossia i Segni utilizzati dai Sordi, ammalia autore e lettore e il viaggio si fa insieme. Dalla capacità visiva dei Sordi, alla rivolta dell’unica università per Sordi al mondo, la Gallaudet University, dai viaggi a Martha’s Vineyard – sì, proprio dove va in vacanza la famiglia Obama, ma questa è un’altra storia – dove la sordità ereditaria era la norma, fino ad arrivare in via Nomentana a Roma. A Sacks piaceva viaggiare col corpo e con la mente, chi non vorrebbe accompagnarlo, diamine.

La lingua dei segni italiana a cura di Virginia Volterra

Serietà e rigore. Antesignana degli studi sulla LIS, Virginia Volterra riunisce numerosi contributi sull’argomento e spiega chiaramente le basi. Si parla quindi dei 4 parametri necessari a realizzare un segno – luogo, configurazione della mano, movimento, orientamento – più le CNM, Componenti Non Manuali, un po’ di sintassi e le letture utili per approfondimenti. Un po’ datato, ma irrinunciabile per avere un’utile immagine d’insieme e iniziare appunto a studiare la LIS.

In ascolto di Hannah Merker

Un confronto personalissimo tra la condizione di udente e di sorda, che la Merker può fare perché perde l’udito a 39 anni. Il flusso percepito dal lettore che si avventura in quest’autobiografia è meditativo, delicato e poetico, mentre descrive un cambiamento improvviso di una portata così radicale da lasciare la gola secca.

Deaf Again di Mark Drolsbaugh

Finalmente una sorta di diario scritto da una persona Sorda, perché i trattati sono fondamentali e interessanti, ma se qualcuno parlasse della mia personale condizione io vorrei poter dire la mia. Un altro viaggio, quello dell’autore stesso che diventa sordo da bambino e, nonostante i genitori siano sordi a loro volta, faticherà non poco per trovare la propria Identità Sorda e diventare un adulto culturalmente Sordo. Perché essere sordo ha moltissime sfaccettature e una delle più ampie diramazioni che partono dalla parola sordità termina in due concetti: sordità medicaSordità culturale

Deafness di David Wright

Qui si va sulle divertenti, sarcastiche, pungenti memorie autobiografiche di un bambino che diventa sordo a 7 anni. Recensite positivamente da Oliver Sacks e nientemeno che da Wystan Hugh Auden (OMG) raccontano la verità pulita e franca. L’autore – poeta e scrittore si diverte ad andare “troppo vicino all’osso”, come dice lui stesso, ossia a trattare argomenti che non abbiamo sempre voglia di approfondire, limitandoci a fare gli esperti del superficiale. E poi io adoro i libri dove ogni capitolo ha un titolo e un sottotitolo, il secondo da interpretare sulla base di quello che hai già letto e leggerai.

A Man Without Words di Susan Schaller

Con la prefazione, indoviniamo di chi? Proprio di Sacks, quindi possiamo leggerlo sulla fiducia. La Schaller racconta di sé stessa a 24 anni, quando fu inviata come interprete in una classe di giovani sordi e lì trovò il piccolo Ildefonso. Sordo, Indiano Messicano, un bambino a cui nessuno aveva mai insegnato alcun rudimento del linguaggio. Vengono i brividi a pensarci bene e non male. E la Schaller che fa, ovviamente si mette di buona lena a introdurre nella mente vispa e intelligente di Ildefonso il concetto del linguaggio. Spettacolo.

Insegno in segni di Sara Trovato

Il sottotitolo, come spesso accade nei manuali rivolti agli insegnanti, parla da solo: linguaggio, cognizione, successo scolastico per gli studenti sordi. Sara Trovato ha approfondito molti aspetti della lingua e cultura dei Sordi ed è sempre piacevole leggere i suoi lavori. Le indicazioni rivolte agli insegnanti di piccoli sordi sono in realtà utili per ripensare l’insegnamento rivolto a tutti i bambini, con un approccio diverso e difficilmente preso in considerazione dalla didattica standard.

The Wild Boy of Aveyron di Jean Itard

C’è anche il film, L’Enfant Savage di Truffaut (io mi inquino ai vostri piedi, Pumba docet). Il volume tratta dell’accadimento che ha dato il via agli studi e alle pratiche di insegnamento ai Sordi. Nel Sud della Francia, un cucciolo d’uomo nudo e sporco si nasconde nel laboratorio di tintura di un villaggio. Cresciuto completamente solo nella foresta, viene subito categorizzato come esempio vivente del Nobile Selvaggio di Rousseau. Jean Itard, medico giovanissimo, lo prende con sé e lo porta a Paris, mais oui, tentando in ogni modo di insegnargli il linguaggio. Itard chiamerà il piccolo Victor.

The Wild Boy of Aveyron di Harlan Lane

Qui c’è la spiega di quanto sopra, puntuale e comprensibile grazie a Harlan Lane, psicologo specializzato in disturbi del linguaggio. Quando c’è un documentario o una ricerca sui Sordi, Lane è sempre stato interpellato perché aveva una visione chiara, imparziale, affettuosa e serena sull’argomento. Chi si addentrerà nel Mondo dei Sordi, capirà che si tratta di un’eccezione.

Parents and Their Deaf Children – The Early Years di Kathryn P. Meadow-Orlans, Donna M. Mertens e Marilyn A. Sass-Lehrer

Qui si va sul mesto, perché si parla dei genitori di piccoli sordi e delle scelte pesanti e complicate  una tra tante, optare o meno per l’impianto cocleare – che devono fare relativamente alla sordità dei propri figliAspettative e traguardi strappacuore vengono riportate fedelmente attraverso interviste e ricerche attente. Ovviamente un po’ didascalico, ma pieno di informazioni e spunti utili, alcuni capitoli sono impagabili. Le autrici, con i loro infiniti dati anagrafici, sono figure di un certo rilievo, studentesse, ricercatrici e insegnanti presso la Gallaudet University.

Fondamenti di grammatica della lingua dei segni italiana di Carmela Bertone

Manualedi non facile auto-consultazione che però sviscera la LISlasciando ben poche zone d’ombra. Da tenere nella propria biblioteca per consultazioneapprofondimento.

Io ho scritto un romanzo, 123 edito da Porto Seguro Editore. Non posso recensirmelo da sola o accostarlo ai lavori di cui sopra. Parla di sordità? Sì. Ma anche di molte altre cose, soprattutto di realismo magico. Ecco il link all’articolo che ne parla brevemente e che mette a disposizione un capitolo del romanzo, perché il lettore possa farsi un’idea.

N.B.Cercando fonti libresche attinenti ho ritrovato Viaggio al termine della notte di Céline che non c’entra un accidente, ma che si era nascosto anni fa ed è ricomparso in stile Jumanji.